Da Paperlate n.46

CONTRAPPUNTO
LILITH

Progressive Rock Worldwide

Secondo appuntamento discografico con il gruppo torinese che, ancora una volta, in assoluta controtendenza, sceglie una etichetta sudamericana, la Progressive Rock Worldwide, di San Paulo, in Brasile. Si tratta, come del precedente, di un album finemente ricercato, non facilmente assimilabile ad un primo ascolto, ma sicuramente imbevuto di connotazioni "progressive" senza rifarsi a nessun filone in particolare: le composizionì sono tutte opera del tastierista Andrea Cavallo, una nostra vecchia conoscenza; ragazzo sensibile e sicuramente preparato, è stato affiancato negli arrangiamenti dal chitarrista Sebastiano Di Paola.

L'album contiene otto tracce, di diversa estrazione e spessore compositivo: la differenza la fanno quasi sempre le tastiere, usate in diverse occasioni come tappeti romantici per i puntuali assoli di chitarra, ad esempio nella ballad New Day, ma i fremiti possono essere anche "quasi funky", come nella successiva Time, dove il piano si fa più liquido, jazzato, per dilatarsi egregiamente in atmosfere "notturne" nella seconda e conclusiva sezione; ma ci sono anche le tentazioni prettamente classiche di Fantasia Pour Le Piano, viaggio suggestivo da Parigi a New Orleans, e come sfondo i primi decenni del secolo scorso. I patiti dei lunghi squarci strumentali classicheggianti sono comunque accontentati nel brano più lungo della raccolta, Dive In Yourself, che negli assoli di chitarra, ripresi in più di una occasione pagano un pegno ispirativo davvero alto allo Steve Hackett di Lost Time In Cordoba. Un male o un bene ? Decidetelo voi. I progressi rispetto al demo degli esordi ci sono comunque stati, eccome: convince ancora poco la scelta di una vocalist femminile, Adelaide Loru, sicuramente più adatta ad un repertorio "meno prog"; ed in effetti le performances migliori la Loru le ottiene nelle composizioni meno ingombrate dal rock sinfonico, come nella già citata Time. Resta la curiosità di capire quanto potrebbero rendere i Contrappunto in versione live: dalle nostre parti e non a San Paulo, ovviamente.

Ezio Candrini