da Nobody's Land n.18

CONTRAPPUNTO: "Lilith"

(Progressive Rock Worldwide, 2001)

Troppo spesso si è portati a cercare fuori dai nostri confini, suoni e situazioni che, almeno a prima vista, possono sembrare piacevoli e gratificanti. Un'azione forse anche degna ma che, il più delle volte, tende ad escludere o a ridurre gli interessi e gli spazi del nostro territorio. Così anche per la pubblicazione del loro secondo album i Contrappunto hanno dovuto ricorrere al Brasile, nazione comunque sensibile al verbo progressivo. Lilith, rispetto al primo album, è opera senz'altro più duttile e matura anche se la stessa denominazione progressiva potrebbe risultare fortemente restrittiva, poiché l'intera ossatura del disco subisce continue scosse da linee chiaramente

jazzate che soltanto qui e là lasciano qualche scampolo ad oasi dichiaratamente progressive. Significative Moon e Don't Wake Me Up, cadenzata dalle tastiere e sorretta da un'accattivante chitarra elettrica, curiosa Fantasia pour le piano, trainata da un'iniziale vena honky tonky. In Lilith, a far la parte del leone, è Andrea Cavallo, tastierista e compositore della band, egregiamente sorretto dalle chitarre di Sebastiano Di Paola, mentre determinante risulta il contributo dell'ospite, la cantante Adelaide Loru.[..]

Franco Vassia